Le operazioni binarie, cosa sono e come funzionano

Tra le definizioni più richieste sui motori di ricerca in ambito economico e finanziario c’è sicuramente quella di opzioni binarie: negli ultimi anni con l’esplosione del trading on line come strumento di massa per effettuare investimenti, si parla anche di una delle scelte di maggiore successo tra gli investitori.

Opzioni binarie, che cosa sono –

Le opzioni, definite anche operazioni binarie, sono una modalità di speculazione sui mercati finanziari: si fa leva sul naturale sali-scendi dei grafici di ogni singola voce per rastrellare denaro e guadagno. La formula è abbastanza semplice: si compra quando la voce è in ribasso si vende quando questa stessa voce ha riguadagnato mercato ottenendo un ragionevole guadagno.

Cosa serve per un’attività redditizia di scalping

È una modalità di operazione che richiede velocità di ragionamento e di azione ma anche un punto di vista analitico sui vari mercati: trader d’esperienza si sono concentrati solo su una delle tante possibilità offerte dal trading on line… perché le opzioni binarie possono essere applicate su azioni, obbligazioni, materie prime come oro o petrolio ma anche valute e singoli indici. Con un linguaggio molto attuale molti trader definiscono questa operazione ‘scalping’: ovvero si fa lo scalpo al titolo, cercando di intervenire ogni volta che è possibile sia per acquistare che per vendere.

Breve periodo e periodo medio lungo, come guadagnare –

Con la creazione di grandi piattaforme per la compravendita on line di prodotti finanziari tutti gli investitori hanno accesso a una quantità di informazioni straordinariamente varia e ampia: basta una singola intuizione per guadagnare una cifra consistente. Lo scalping consente guadagni anche importanti nel breve periodo mentre richiede una capacità di analisi importante nel lungo periodo. Un’ipotesi tanto banale quanto semplice da afferrare: negli ultimi anni ci sono stati titoli azionari che hanno guadagnato enormemente, come Apple, FCA o Amazon, altri che hanno segmentato la propria crescita con un’attività molto dinamica, a tratti quasi frenetica, e che sono cresciuti relativamente poco. Ma grazie a questa elasticità del proprio andamento hanno consentito un’attività di scalping interessantissima. Sui grandi titoli hanno guadagnato quelli che hanno saputo leggere il mercato nel lungo periodo sugli altri invece hanno saputo investire quanti hanno interpretato correttamente i grafici intervenendo al momento opportuno. Questa dinamica dei titoli è definita volatilità.


Il tempo necessario per una scadenza redditizia

Si calcola che un investimento sulle opzioni binarie, acquistando nel momento del maggiore ribasso e vendendo su una fase di rialzo ragionevole, possa portare a guadagni che vanno dal 50% all’80%. Fondamentale è anche la tempistica: le opzioni binarie oggi sono particolarmente fruttuose sulla base della loro scadenza che può essere minima, anche soli 60 secondi, o medio alta, qualche ora o anche un giorno…

Scadenza lunga, rischio più alto, guadagno maggiore

Ovviamente più lungo è il periodo analizzato più è difficile individuare l’andamento del prodotto finanziario: per questo oggi molti scalper ragionano sul momento ma poi attendono – a volte anche per giorni – che il mercato dia loro ragione. Una sorta di tattica di temporeggiamento fino a quando il prodotto finanziario non avrà ripreso quota dopo l’acquisto. È normale che alcuni titoli azionari, soprattutto quelli meno volatili e che negli ultimi mesi sono cresciuti molto, possano tendere al ribasso a lungo, anche per diversi giorni. La logica dell’acquisto è sempre rivolta alla necessità di vendere nel miglior momento possibile: lo si può intuire o si può semplicemente aspettare. Una tattica che non piace agli operatori di borsa più aggressivi, soprattutto perché si paralizzano piccoli capitali su una sola operazione quando magari si vorrebbe avere più liquidità per affrontare altre opportunità di mercato. Ma l’attesa paga sempre… Le opzioni binarie one touch sono per i trader d’esperienza e hanno una scadenza settimanale: un’operazione difficile da mettere a frutto ma che può arrivare a ricavi anche del 500%.

Il rischio delle opzioni binarie

Si guadagna sempre? No… è giusto dirlo se no saremmo tutti milionari: si perde anche, soprattutto quando si punta su operazioni troppo coraggiose o avventurose. Nemmeno tra le opzioni binarie esistono soldi facili e guadagni immediati. Occorre un periodo di allenamento, sicuramente consigliabile attraverso le piattaforme demo che ormai tutti i broker on line offrono ai propri clienti. Dopo un ragionevole periodo di tempo in cui si è raggiunta una certa dimestichezza con la propria piattaforma si può versare un capitale e tentare qualche piccola operazione standard: si va da un minimo davvero irrisorio (alcuni broker consentono anche operazioni per soli 5€) a tetti che possono arrivare fino ai 10mila per ogni singolo trade.

Consigli utili per affrontare il mercato

Qualche consiglio lo abbiamo già riportato ma il principale è sempre lo stesso: essere informati e avere grande dimestichezza e velocità d’azione con la piattaforma che si è scelta. E visto che molti broker oggi consentono di “copiare” i trader di maggiore successo, è sicuramente utile fare tesoro dell’esperienza degli altri andando magari a concentrarsi su un prodotto ben definito: oro, petrolio, titoli azionari specifici, indici generici, valute. Criptovalute? Certo, anche quelle: anche se on line si legge letteratura di ogni tipo che paragona le criptomonete a una sorta di complotto destinato a portare alla perdizione chiunque insegua questa sorta di corsa all’oro. È un dato di fatto che chi ha comprato bitcoin un paio di anni fa oggi abbia guadagnato. Chi ha  investito molto, per altro rischiando, ha guadagnato moltissimo. Chi investe oggi nelle criptomonete avrà guadagni molto più lenti e sicuramente incerti anche se la tendenza rimane al rialzo. È un esempio estremamente concreto e alla portata di tutti, molto attuale, per sottolineare una volta di più come in questo genere di operazioni solo chi ha l’intuizione giusto nel lungo periodo può raccogliere guadagni davvero importanti rischiando un capitale significativamente ragionevole. Non è per tutti e non è da tutti.

Tutti gli altri si dovranno accontentare di un onesto e capillare lavoro di scalping per portare a casa il giusto, ogni giorno.

I fattori che influenzano il prezzo di un’opzione sulle azioni

È importante per l’investitore capire che i prezzi delle opzioni durante la giornata di contrattazione sono il risultato della domanda e dell’offerta competitiva, immessa nel sistema dai market makers, che agiscono in conto proprio, e dagli operatori, che agiscono in conto proprio e di terzi. Il market maker è un operatore che si impegna a quotare sia un prezzo di acquisto che uno di vendita per determinati quantitativi di titoli e a condizioni di prezzo competitive. L’esistenza di market maker assicura che gli ordini in acquisto e in vendita possano sempre essere eseguiti a prezzi competitivi e senza ritardi, pertanto contribuendo alla liquidità del mercato. Un’opzione è un prodotto derivato, il cui valore dipende dalla performance attuale ed attesa del suo sottostante, sia esso una azione o un indice. Molteplici fattori influenzano il prezzo di un’opzione. Questi possono essere classificati nel seguente modo:

– 6 fattori quantificabili (il prezzo del sottostante, il prezzo di esercizio, la volatilità, il tempo a scadenza, i tassi d’interesse, i dividendi).

– altri fattori economici e di mercato, non quantificabili.

Vediamo come ciascuno di questi fattori influenza il prezzo delle opzioni.

I fattori quantificabili

Il prezzo delle opzioni viene calcolato adottando modelli matematici differenti più o meno complessi, che tengono conto dei 6 fattori quantificabili:

– il prezzo del sottostante

– il prezzo di esercizio

– la volatilità

– il tempo a scadenza

– i tassi d’interesse

– i dividendi

I traders usano questi modelli per calcolare il prezzo delle opzioni e avere così una “guida” per eseguire le proprie contrattazioni sul mercato.

Per l’investitore in opzioni, ciò che rileva è comprendere come le 6 variabili agiscano nella formazione del prezzo di un’opzione e che tipo di rischi vengano assunti, più che la formazione teorica del prezzo stesso, ormai “standardizzata” per via dell’applicazione di modelli di valutazione comuni e ampiamente accettati.

1. Il prezzo del sottostante

Se il prezzo del sottostante aumenta il valore intrinseco di una opzione call aumenta, mentre il valore intrinseco di una opzione put diminuisce.

2. Lo strike price

Lo strike price, insieme al valore del sottostante, è il fattore che influisce sul valore intrinseco dell’opzione. In base della relazione tra lo strike price e il prezzo del sottostante, un’opzione può essere ITM, ATM, OTM.

3.La volatilità

Possiamo definire la volatilità di un titolo o di un indice azionario in modo molto semplice ed intuitivo come una misura dell’ampiezza delle fluttuazioni del prezzo dell’azione o dell’indice. Maggiore è la volatilità che il mercato si attende per un determinato periodo, maggiore è la probabilità che vi siano ampie variazioni del prezzo del titolo o dell’indice. Chi acquista un’opzione beneficia delle ampie fluttuazioni del valore di mercato del sottostante (al rialzo in caso di opzioni call e al ribasso in caso di opzioni put), perché la probabilità che l’opzione scada ITM sarà maggiore. A fronte di una maggiore probabilità di guadagno, la perdita massima che si può avere è sempre pari al premio pagato per acquistare l’opzione. Ecco perché il valore delle opzioni call e put è tanto più elevato maggiore è la volatilità attesa del sottostante.

Occorre sottolineare che la volatilità ha impatto unicamente sul valore temporale dell’opzione e non su quello intrinseco.

4. Il tempo a scadenza:

All’avvicinarsi della scadenza dell’opzione, il valore temporale si riduce progressivamente, fino ad essere pari a zero alla scadenza del contratto. È importante distinguere fra opzioni ITM, ATM, OTM. Per le opzioni ITM e per quelle ATM, la perdita di valore causata dal passaggio del tempo è esprimibile attraverso una relazione quasi lineare, in quanto per entrambe il valore temporale costituisce una componente minima del loro valore. Le opzioni OTM presentano invece una relazione non lineare, in quanto la componente temporale è rilevante. Per le OTM, la riduzione di valore accelera progressivamente con il passare del tempo.

5. I tassi di interesse:

L’effetto di variazioni del tasso d’interesse sul prezzo delle opzioni dipende dal fatto che i tassi d’interesse hanno un impatto sui prezzi dei titoli azionari e che il prezzo di esercizio di un’opzione è un prezzo a termine. Generalmente, ad un aumento dei tassi d’interesse aumenta il prezzo di una opzione call e diminuisce il prezzo di una opzione put.

6. I dividenti:

Ogni società quotata ha la propria politica di dividendi: alcune pagano dividendi elevati, dando così all’investitore un ottimo rendimento, altre non pagano alcun dividendo, perché, ad esempio, il management della società decide di reinvestire tutti gli utili generati nel corso dell’esercizio. In ogni caso, l’effetto dividendo sul prezzo dell’azione può essere consistente. Il pagamento del dividendo riduce il valore dell’azione per un ammontare pari al dividendo stesso (ciò avviene nel giorno di stacco del dividendo). La riduzione nel valore dell’azione ha un impatto sul prezzo delle opzioni call e put.

I fattori non quantificabili:

Fino ad ora abbiamo analizzato singolarmente i 6 fattori che hanno un effetto quantificabile sul prezzo delle opzioni. Esistono, tuttavia, dei fattori che possono avere molta influenza sul comportamento dei prezzi delle opzioni, ma che sono molto difficili da quantificare (ad esempio: le aspettative sulla futura performance e sulla futura volatilità del sottostante). Tali fattori, benché determinabili, non possono essere immessi in un modello matematico di valutazione. Si possono raggruppare molteplici e disomogenei fattori “non quantificabili” sotto un’unica categoria, che chiameremo “Market Psychology”, attraverso la quale si possono spiegare situazioni di mercato varie ed imprevedibili, relativamente al sottostante dell’opzione. È proprio in queste situazioni di incertezza di mercato che l’investitore può rivolgersi al mercato delle opzioni, sia per la copertura di posizioni in essere, sia per prendere posizioni sul mercato, con un esborso di denaro contenuto (effetto leverage).

Le azioni Apple: una garanzia nel lungo periodo

Chi si avvicina per la prima volta al mondo del trading on line e più specificatamente al settore azionario di solito punta con maggiore curiosità ai nomi più importanti, quelli più raccontati dalle pagine di economia e dai media. Apple è indubbiamente uno dei titoli azionari più chiacchierati degli ultimi anni.

Le azioni Apple e la loro resa nel lungo periodo

L’azienda fondata da Steve Jobs non solo ha superato indenne la possibile crisi dovuta alla morte del suo storico e visionario presidente ma ha saputo resistere anche alla prevedibile invasione di investimenti arrivati da ogni parte del mondo che, di solito, portano a una contrazione del titolo.

Al momento di pubblicare questo post Apple è all’apice del suo valore e sfiora i 180 dollari ad azione. Cinque anni fa, nel marzo del 2013 era di 61 dollari: un investimento che nel lunghissimo periodo ha triplicato il suo valore. Un andamento quello di Apple che non è solo tendenza ma reddito consolidato. Non sono molti i titoli che possono vantare un risultato del genere: l’azienda di Cupertino si è dimostrata estremamente reattiva anche a ogni flessione, per quanto poco consistente e di breve periodo, registrata nel flusso di questi anni. Un grafico che parla da solo con una spezzata sempre tesa verso l’alto: gli analisti di solito si chiedono “ma è sempre un buon affare comprare azioni di un’azienda che ha una consolidata estensione al rialzo”?
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La resa delle azioni di Cupertino nel breve periodo

È la stessa domanda che si fanno anche molti risparmiatori: se è vero che comprare azioni Apple nel breve periodo può portare a ricavi anche interessanti è da sottolineare che su titoli come questi, o come Amazon o come anche FCA (titoli che avremo modo di analizzare in altri post) il lungo periodo porta a guadagni davvero ingenti mentre il breve periodo porta a ordini “mordi e fuggi” che offrono rendite più che interessanti, anche del 15%.

Dal computer al melafonino, diversifcazione del mercato

Apple nel corso degli ultimi anni è cambiata moltissimo: era nata, e lo sappiamo tutti anche perché la vita di Steve Jobs è diventata un successo letterario e cinematografico, come azienda produttrice di hardware e software. Fondamentalmente un’impresa che si rivolgeva al mercato dell’informatica. Poi con l’esplosione di prodotti come iPod, iPad e soprattutto iPhone, il mercato è cresciuto a dismisura e si è notevolmente diversificato grazie anche alla creazione di iTunes e al mercato delle app. Un colosso che non sbaglia un passo e che quando realizza prodotti che vantano un successo commerciale magari inferiore ai precedenti (è il caso del recente iPhone X) riesce subito a correre ai ripari con elaborazioni ancora più futuribili.

Oggi la stragrande maggioranza dei profitti di Apple è legata in agli smartphone: iPhone è un prodotto di massa e di enorme successo mentre il settore computing –  che per altro ha perso diverse posizioni di mercato in senso merceologicamente parlando più generale – oggi vale solo il 15% degli introiti del colosso della Silicon Valley.

Gli investitori e Apple, un rapporto di lungo periodo

 I dati trimestrali di Apple influenzano in modo davvero sensibile il mercato delle azioni che nel corso degli ultimi anni è stato sostanzialmente sempre al rialzo. Prima si parlava di investimento del breve e nel lungo periodo: abbiamo visto che in cinque anni le azioni Apple hanno triplicato il loro valore. Nel corso del breve periodo, diciamo un mese, si arriva a un dignitosissimo guadagno medio di 11 dollari ad azione mentre nel brevissimo periodo, diciamo una settimana, il guadagno è nella forbice compresa tra i tre e i quattro dollari. Fondamentalmente però chi compra azioni Apple difficilmente decide di rivenderle in poche settimane: proprio perché l’andamento è così consistente la tentazione è quella di conservarle come “tesoretto” del proprio portafoglio. Un atteggiamento non spregiudicato, conservativo e tutto sommato anche comprensibile.

Il problema fiscale e l’importazione dei capitali

Il periodo per Apple è comunque piuttosto delicato: i guadagni sono stati enormi, in molti paesi sono state aperte indagini fiscali perché il marchio della mela – come molte altre imprese multinazionali – ha cercato di concentrare le proprie attività e i propri guadagni in aree dove la pressione fiscale era inferiore. Ora per Apple si tratta di riportare a casa la liquidità che è all’estero, e che è molto ingente, ma anche di fare la pace con il fisco sia americano che estero. Pagare le tasse sulle importazioni di capitali, che per le aziende USA sono molto ingenti non sarà uno scherzo e sicuramente potrebbe esserci un contraccolpo anche sul valore del titolo che, in un periodo medio-breve, finirà per recuperare sempre che l’azienda continui a concentrarsi su ciò che fa meglio, e dunque sulla creazione e produzione di device di alta tecnologia.

Nozioni di Base sul Trading di Opzioni Binarie: Scegliere tra Put o Call

Il trading di opzioni binarie è molto diverso dagli altri tipi di trading di mercato, questo però non significa che non ci siano possibilità di avere successo o di farci parecchi soldi. Una volta imparato, noterai che piazzare i trade di opzioni binarie in realtà è molto più semplice (anche come possibilità di vincere) rispetto a diversi altri tipi di scambio.

Sono diversi i vantaggi del trading con le opzioni binarie. Per esempio non ci sono vie di mezzo nei pagamenti; o guadagni sul trade, o ci perdi. L’altra cosa davvero bella del trading di opzioni binarie è che saprai già quanto ci andrai a vincere o perdere, anche prima di piazzare il trade.

Vi sono tanti tipi di analisi statistiche e altri elementi a giocare un ruolo nelle opzioni binarie, che ti indurranno a piazzare opzioni di put o call nei tuoi trade. Tutti i trade di opzioni binarie sono in qualche modo legati al movimento dei prezzi dei beni di valore. Se piazzi un’opzione put stai prevedendo un calo dei prezzi, mentre con la call si prevede l’aumento del prezzo di un bene.

Per trarre un profitto dai trade sulle opzioni binarie, il bene trattato dovrà essere superiore al prezzo di esercizio in un’opzione call, o al di sotto con la put, al momento della scadenza delle opzioni.

È per questo che è importante prevedere con precisione le condizioni o le tendenze del mercato se si effettuano questi trade. Si dice che il mercato sia rialzista (bullish) se il sentimento prevalente degli investitori è favorevole agli acquisti, e quando ciò accade, gli investitori penseranno che il mercato continuerà a salire. In condizioni al ribasso (bearish) è vero il contrario; gli investitori riterranno sfavorevole un mercato in quando i prezzi saranno in calo.

Il trading di opzioni binarie sta diventando molto conosciuto perché gli investitori possono trarne un profitto, sia dal calo che dall’aumento dei prezzi di mercato.

Abbiamo detto che l’analisi tecnica gioca un ruolo importante nel determinare come piazzare i trade di opzioni binarie. Sono pochissimi i trader in grado di avere successo nel trading di opzioni binarie senza fare almeno una piccola analisi statistica. Quest’ultima è la chiave per prevedere i punti di ingresso nel trading, e le performance dei prezzi nel tempo. Se noti che le tendenze dei prezzi sono forti in entrambe le direzioni, non dovresti avere problemi nel scegliere i trade giusti. Se invece manca una forte tendenza dei prezzi verso una o entrambe le direzioni, allora dovrai fare i tuoi trade osservando più da vicino l’andamento storico dei movimenti dei prezzi.

Col trading di opzioni binarie, inoltre, dovrai anche considerare attentamente cosa entra in gioco nel calcolo del tempo di scadenza. Di solito si usano i dati sui prezzi recenti con trade dai tempi di scadenza più brevi, utilizzando invece le performance dei beni trattati quando si effettuano trade con tempi di scadenza più lunghi. L’analisi statistica ti mostrerà gli estremi nei prezzi di un bene entro un determinato periodo di tempo. Sebbene lo stesso “asset” possa andare al di sopra o sotto questi alti e bassi analitici, molto probabilmente i prezzi rimarranno entro questi limiti.

I trader più esperti presumono che se il prezzo di un bene trattato si avvicina a un limite statistico, l’evento successivo più probabile nel breve termine sarà un’inversione di tendenza. Spesso sarà a questo punto, o non appena ci si avvicina, il buon momento per piazzare le opzioni put o call. In quelle rare occasioni in cui prevedi che il prezzo di un bene esca fuori dai “confini”, potresti comunque fare un trade proficuo, ma sappi che è molto più difficile prevederlo, ed è davvero poco usuale che il prezzo non rimanga entro i suoi limiti.

Una cosa importante da notare è che non si dovrebbe mai piazzare un’opzione put o call solo basandosi su semplici congetture. Se fosse questo il tuo caso, e ti mancassero delle prove concrete per piazzare un buon trade, faresti bene a lasciar semplicemente perdere gli scambi su quel bene e passare ad altro.

Trading su Scala nelle Opzioni Binarie

Si sa ormai che nel trading di opzioni binarie il trucchetto per avere successo è saper prevedere i movimenti dei prezzi; In realtà questo vale per il trading di ogni tipo, in generale. Solitamente il trader deve scegliere una posizione tra le diverse disponibili, in pratica quella verso cui pensa che il prezzo andrà, sia che cambi o che continui a tendere verso la stessa direzione. A volte il trader avrà ragione su diverse previsioni, ma non su quella che avrà utilizzato per piazzare il suo trade. Ed è in questi casi che il trading su scala sarebbe una buona idea.

Questo tipo di scambi ha iniziato da poco ad acquisire fama, dato che sempre più siti di trading online lo rendono disponibile. Chi se ne serve afferma di riuscire a trarne dei grandi successi, a volte. Ma prima di poterlo usare, devi sapere di cosa si tratta e come funziona.

Una volta compresa pratica e teoria dietro al trading su scala, diventa molto semplice implementarlo. È un po’ come scommettere su vittoria, piazzamento e presenza nell’ippica; se tutti e tre i cavalli si piazzano come previsto perfetto, altrimenti potresti recuperare qualcosa con una delle altre scommesse.

Il trading su scala delle opzioni binarie è un tipo di trading in cui si riceveranno diversi livelli di prezzo a distanze uguali l’uno dall’altro; è così che il modello prende la forma di una scala. Detto più semplicemente, in un trading su scala di opzioni binarie si tenta di prevedere i livelli di cambiamento nel prezzo di un bene entro un determinato intervallo di tempo, fino a quando l’opzione non sarà attiva. Il trader deve prevedere e impostare questi livelli e i periodi di tempo in cui si dovranno verificare. Per fare un trade di successo, il prezzo dovrà superare il livello di ogni “piolo” della scala.

A tutti capita di ricordare casi in cui ci piaceva il movimento nei prezzi di un bene, avendo però la sensazione, vedendo le analisi, che questo bene avrebbe ricevuto una spinta o della resistenza nel breve termine. Per questo sarebbe utile piazzare un trade su scala; si può comunque trarre un guadagno anche se si azzeccano solo 2/3 della previsione. I trade su scala aiutano a minimizzare il rischio di perdita.

Diamo un’occhiata a un esempio di trading su scala:

Dopo aver esaminato una risorsa di cui pensi di poter prevedere l’andamento, sarai pronto a piazzare il tuo ladder trade. Piazzalo scegliendo una serie progressiva di prezzi d’esercizio e di scadenze, nella direzione verso cui pensi che il mercato si orienterà. I tuoi profitti saranno in base alle percentuali determinate dal tuo broker.

Puoi dare un’occhiata a questo esempio di trade su scala per capire più chiaramente come funziona:

Scegli una risorsa con cui vuoi piazzare un trade, ad esempio la coppia USD/JPY. Al momento il prezzo è di 116,30. Sono le 11 di mattina.

Dovrai impostare prezzi di chiusura e scadenze su tre valori diversi.

PdC #1: 116,50 alle 11:09. Pagamento: 30%.

PdC #2: 116,95 alle 11:29. Pagamento: 45%.

PdC #3: 117,10 alle 11:49. Pagamento: 65%.

Sarà il broker con cui fai trading a stabilire i pagamenti. Queste ultime cifre saranno basate sul fattore di rischio che il trade comporta. Ad esempio, se fissi dei prezzi di chiusura a breve termine con brevi intervalli di tempo, molto probabilmente i tuoi introiti saranno molto ridotti rispetto a quelli possibili col caso contrario. Coi trade su scala, quindi, dovrai assicurarti che il rischio valga la candela, altrimenti sarebbe meglio starne alla larga.

Se lo fai nel modo giusto, però, potrebbe sicuramente essere molto redditizio.

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Linee di Tendenza nelle Opzioni Binarie

Durante la tua lettura per migliorare le tue conoscenze e abilità nel trading di opzioni binarie, sentirai ripetutamente le parole “strumenti di trading”. Questo perché ti serve un mezzo per decifrare tutti i grafici tecnici, le forze di mercato e le altre sfumature utili per riuscire confirm successo a fare trading di opzioni binarie. Un tema ricorrente che incontrerai spesso è l’utilizzo delle linee di tendenza come uno dei principali strumenti di base per interpretare i grafici tecnici, ed effettuare quindi degli scambi di opzioni binarie prudenti.

Come detto, le linee di tendenza sono uno degli strumenti di analisi di mercato più utilizzati e basilari, ma stai attento a non confondere la parola “basilare” con meno importante, o insufficiente; non esiste uno strumento importante ed efficace per riuscire con certezza a fare del buon trading di opzioni binarie.

Molti trader sono abili ad applicare le linee di tendenza per formare opinioni diagnostiche sui modelli di mercato, e questo rende meno probabile che si affidino ad altri indicatori tecnici sul mercato, magari più difficili da interpretare e utilizzare. Le linee di tendenza sono eccellenti per l’apprendimento e l’identificazione dei trend rialzisti che mostrano prezzi in aumento con meno ribasso, e trend al ribasso con prezzi in riduzione, e meno rialzo. Una volta imparato ad utilizzare le linee di tendenza, non avrai problemi a individuare facilmente questi tipi di tendenze dei prezzi. È tutto questo a rendere l’utilizzo delle linee di tendenza così critico nelle analisi di trading.

L’interpretazione della linea di tendenza è anche molto utile per determinare l’attuale sentimento del mercato. Il “market sentiment “è molto importante, e davvero utile, se unito alle altre analisi tecniche, e può essere la forza trainante di una tendenza persistente. Se hai validi indizi per pensare che il sentimento del mercato sia molto forte in una direzione, avrebbe senso posizionare solo trade seguendo questa forte tendenza.

Serve anche ricordare che un forte sentimento di mercato potrebbe pure indicare l’imminente arrivo di un’inversione di tendenza. Più forte è il sentimento, più è probabile che quest’ultimo si verifichi; piazza quindi scambi con tempi più brevi se il sentimento di mercato è forte.

Una corretta analisi delle tendenze è fondamentale per prevedere in modo valido il movimento dei prezzi futuro. Le linee di tendenza di per sé non sono indicatori; sono più o meno “linee territoriali” per l’ottimismo e il pessimismo dei trader su ciò che sta accadendo attualmente nel mercato.

Come trader, ti servirà anche conoscere come vengono tracciate le linee di tendenza. Se non ne sei a conoscenza, potresti facilmente fraintendere ciò che cercano di dirti riguardo all’azione sui prezzi.

Per una tendenza rialzista (trend bullish), si inizia identificando il minimo più basso, quindi si passa a tracciare una linea che arriva al successivo minimo più alto. Continuerai a tracciare la tua linea in questo modo fino a raggiungere la fine del periodo di tempo in questione. Per una tendenza al ribasso (trend bearish), farai esattamente il contrario disegnando una linea ad altezza massima scendo fino al successivo alto più “basso”, e così via.

Una volta tracciata la linea di tendenza, il passo successivo sarà poter identificare se la tendenza è descritta come interna o esterna. La maggior parte dei trader considera una linea di tendenza interna come indicatore che slancio e sentimento possano cambiare in qualsiasi momento in condizioni mutevoli. Le linee di tendenza esterne sono viste più come un limite per il prezzo che il trend avrà difficolta a infrangere. L’uso delle linee di tendenza interne ed esterne ti aiuterà a trovare il giusto prezzo di esercizio per il tuo trade di opzioni binarie.

Poter identificare e utilizzare le linee di tendenza è quindi fondamentale per avere successo nel trading di opzioni binarie.

 

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Educazione finanziaria

Dicevamo che non occorre conoscere ogni dettaglio del trading di opzioni binarie per avere successo, e questo è vero, ma dovresti quanto meno familiarizzare con le basi. E questo è esattamente lo scopo della sezione educativa.

Il nostro gruppo di esperti finanziari e del trading ha selezionato le più importanti informazioni sulle opzioni binarie, offrendotele sotto forma di termini semplici e facili da capire. Andiamo dritti al sodo e ti verranno presentate solo le dritte più utili.

La sezione educativa ti fornirà conoscenze approfondite su argomenti importanti per le opzioni binarie, come le analisi di tendenze, segnali grafici, attitudine di mercato, riduzione al minimo del rischio e utilizzo degli oscillatori. Tutto questo può farti diventare un esperto nel prevedere se le tendenze continueranno nella stessa direzione o si invertiranno, aiutandoti anche a individuare dove potresti piazzare un trade redditizio. Soprattutto ti aiuteranno nello scoprire i diversi tipi di opzioni binarie disponibili e i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna, senza servirti di un robot binario.

Se vorresti quindi saperne di più sulle basi del trading di opzioni binarie, prenditi del tempo per leggere gli articoli nella sezione educativa, e presto avrai le basi per capire ogni sfumatura del trading di opzioni binarie.

Principiante

  • Trading di opzioni binarie
  • Nozioni di base sul trading di opzioni binarie: Scegliere tra Put o Call Trading
  • Trading Di Opzioni Binarie Basato Sui Volumi
  • Linee di Tendenza nelle Opzioni Binarie
  • Opzioni Binarie con le Bande di Bollinger
  • Opzioni Binarie con CCI (Commodity Channel Index)
  • Opzioni Binarie Con Medie Mobili Esponenziali
  • Opzioni Binarie con Indicatore MACD
  • Opzioni Binarie con Intervalli
  • Opzioni Binarie con Indicatore Stocastico
  • Trading Di Opzioni Binarie Con L’Oscillatore Finale
  • Trading Di Opzioni Binarie Con Medie Mobili
  • Trading Di Opzioni Binarie Con Il Metodo Cloud/Kumo
  • Divergenze di Trading
  • Trading di Doppie Combinazioni
  • Trading col “Thrust of a Triangle”
  • Trading Tripla Combinazione
  • Trading con Ritracciamento di Fibonacci all’80%
  • Linee di Tendenza nelle Strategie di Trading di Opzioni Binarie
  • Tunneling della Strategia di Trading di Opzioni Binarie
  • Usare i Frattali nel Trading di Opzioni Binarie
  • La Teoria Delle Onde Di Elliott
  • L’Importanza dei PMI
  • Conferenze Stampa e Proiezioni Economiche
  • Terminologia del Trading: Suggerimenti per il Vocabolario
  • Banche Centrali e Politica Monetaria
  • Considerare anche il Tempo
  • Evitare gli Errori da Principiante: Scegliere la Data di Scadenza Migliore per la Tua Opzione
  • Inflazione – Indice dei prezzi al consumo
  • Tassi di interesse e loro importanza
  • Perché il PIL è importante per la politica monetaria
  • Divisione di un intervallo per trovare i livelli per le opzioni Put and Call
  • Basi di Geometria di Mercato
  • Cos’è una tendenza?
  • Analisi fondamentale – Forward Guidance per il trading di opzioni binarie
  • Scegliere una coppia di valute per scambiare le opzioni binarie – Majors o Crosses?
  • Misurazione dell’elemento temporale per impostare la data di scadenza di un’opzione
  • Trading di opzioni binarie con oscillatori
  • L’importanza di avere un piano di trading
  • Come Fare Trading di EUR-USD
  • Come Fare Trading di GBP/USD
  • Come Fare Trading di USD/CAD
  • Come Fare Trading di USD/JPY
  • Come Fare Trading di AUD/USD
  • Come Fare Trading di EUR/GBP
  • Come Fare Trading di AUD/CAD
  • Come Fare Trading di EUR/JPY
  • Come Fare Trading di NZD/USD
  • Come Fare Trading di USD/CHF
  • Impostazione della data di scadenza in base ai rilasci economici
  • Identificazione delle aree di consolidamento – Strategia Call and Put

Intermedio

  • Trading binario: Strategia delle linee di tendenza
  • Comprare forza/vendere debolezza
  • Modelli di continuazione e bandiere nel trading di opzioni binarie
  • Strategia di correlazione per opzioni binarie o Forex
  • Pinocchio: Una Efficace Strategia di Trading di Opzioni Binarie
  • Ritracciamento di Fibonacci – Come fare Trading con Fibonacci
  • Modelli testa e spalle nelle opzioni binarie
  • Psicologia del mercato nel trading
  • Gestione del denaro con le opzioni binarie
  • Coppia di opzioni di trading
  • Modelli per analisi di trading
  • Guadagnare col trading binario durante una crisi finanziaria
  • Beni a rischio e opzioni binarie
  • Grafici delle opzioni binarie
  • Tipi di opzioni binarie – Scala, Chiusura anticipata e Coppie
  • Sistema per il trading di opzioni binarie – Strategie di opzioni binarie
  • Supporto dinamico e resistenza nel trading di opzioni binarie
  • Controllare la paura del trading di opzioni binarie
  • Come fare trading di grandi eventi di mercato con le opzioni binarie
  • Le 5 migliori opzioni binarie per principianti
  • Il modo più semplice per fare trading sugli algoritmi
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Il trading finanziario

Cerchiamo di spiegare in poche parole quanto più semplici possibili che cosa sia il trading finanziario, termine che oggi è sulla bocca di tutti e che in qualche modo prima o poi – anche attraverso la stampa o i notiziari televisivi – è entrato a far parte del nostro patrimonio verbale.

Primi concetti del trading finanziario – Il termine trading letteralmente significa compravendita: un trader è un mercante che cerca di trarre profitto dall’acquisto e della cessione di beni. Gli antichi mercanti guadagnavano sul prezzo di spezie e metalli preziosi trasportandoli: si assumevano cioè il rischio di recuperare questi beni estremamente richiesti dal mercato trasportandoli verso l’utenza e guadagnando cifre importanti una volta che il mercato provvedeva all’acquisto. Inizialmente era l’acqua, poi le spezie, quindi l’oro, il carbone e il petrolio con tutti gli altri gas naturali combustibili: tutti questi beni con il passare dei secoli hanno mantenuto immutata una caratteristica comune… Erano estremamente richiesti dal mercato ma il loro valore non era mai costante: fluttuava e oscillava a seconda dell’esigenza del mercato e anche della loro disponibilità.

Se la tendenza era sempre e comunque verso il rincaro, potevano anche verificarsi periodi più o meno lunghi in cui la materia prima era meno richiesta, di conseguenza meno pagata e ovviamente meno ricca.

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Le origini del ruolo dei trader – Supponiamo che al porto di Genova, leader per il mercato delle spezie tra il 1250 e il 1450, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, siano arrivati tre vascelli dal Medio Oriente: il primo con un carico di chiodi di garofano, il secondo con un carico di incenso e chiodi di garofano, il terzo – il più grande – con un carico eccezionale di chiodi di garofano e pepe nero. Va da sé che dei tre carichi di chiodi di garofano è evidentemente il primo quello che avrà un prezzo migliore mentre incenso e pepe nero otterranno un’ottima quotazione. I mercanti genovesi, all’epoca in cui la loro città era la regina delle Repubbliche Marinare e con pieno diritto definita La Superba, si arricchivano proprio su questi traffici e sulla capacità di immagazzinare e offrire al mercato nel migliore momento possibile per la vendita, il loro prodotto.

Non è un concetto molto lontano da quello che affrontano oggi i trader che lavorano sul prezzo del petrolio, o sui titoli: si acquista quando c’è ricchezza di beni e disponibilità di fondi, si vende quando il prezzo è salito. Se necessario si aspetta: mai svendere, mai farsi prendere la mano dalla paura quando il prezzo cala. Milton Friedman, grande economista americano, padre della teoria monetarista era solito dire ai suoi studenti… “un titolo che cala anche moltissimo, potrà solo rialzarsi quasi altrettanto; l’importante è prenderlo prima che si rialzi e venderlo prima che cali di nuovo”. Ed ecco spiegata in poche parole la teoria dello scalping, fare lo scalpo all’andamento dei titoli, tagliare le sue oscillazioni: al ribasso per comprare e al rialzo per vendere.

Essenza e sostanza delle operazioni di trading – Dunque il trading finanziario è uno scambio, l’acquisto e la vendita di strumenti finanziari che possono essere di due tipi: cash (azioni, valute, obbligazioni) o derivati (CFD, future, contratti forward, opzioni). Anche il mondo del trading finanziario è profondamente cambiato negli ultimi anni: se fino a qualche tempo fa, neppure troppo se ci pensiamo, tutto era demandato agli operatori di borsa e le operazioni venivano urlate presso le varie sedi borsistiche agli operatori centrali, oggi tutto corre attraverso la linea del computer.

Oggi la stragrande maggioranza delle operazioni avviene on-line attraverso i cosiddetti ‘broker on line’ e i trader sono milioni, in ogni parte del mondo, sempre e costantemente in attività, sette giorni su sette festivi compresi.

Il mercato del trading on line ha profondamente cambiato tutto il modo di intendere e di organizzare questo genere di business che oggi deve la sua dinamicità proprio ai milioni di piccoli investitori che decidono cosa e a quanto comprare e come vendere. I trader rappresentano un esercito di persone alla ricerca di un’opportunità e ognuno di loro agisce secondo istinto, carattere o metodo. Oggi possiamo dire che esistono davvero un’infinità di tipologie di trader: ci sono quelli che si concentrano solo su particolari strumenti o attività e limitano il proprio portafoglio a poche azioni, o beni, o titoli. Altri, invece, decidono di diversificare notevolmente e investono in più cose – anche profondamente diverse l’una dall’altra – nello stesso tempo.

I vari caratteri di un trading on line – Ci sono i cosiddetti ‘minatori’, quelli che leggono per ore giornali, pubblicazioni on line, report finanziari per trovare una dritta e fare il proprio investimento. Altri – i matematici – non sanno nemmeno di fronte a che titoli si trovano ma interpretando semplicemente una curva sanno esattamente che cosa e quanto comprare attendendo poi il momento giusto per vendere: sono quelli per i quali il trend statistico di un determinato prodotto è l’unica cosa che conta.

Ci sono gli aggressivi, che in pochissimo tempo, a volte si parla anche di secondi, aprono e richiudono i propri trade; ci sono quelli che si sono specializzati nelle posizioni di medio-lungo periodo che a volte possono impegnare mesi, anni prima di generare profitto.

L’accettazione del rischio, primo passo del trader – Tutte queste posizioni hanno un punto in comune che è assolutamente fondamentale, senza l’accettazione del quale non si può pensare di diventare un buon trader: il rischio. Qualsiasi operazione di trading finanziario comporta un rischio e per quanto l’investimento sia minimo c’è la possibilità di perdere tutto e vedere bruciato il proprio patrimonio, piccolo o grande che sia. Quando gli analisti dicono “la borsa ha bruciato 2 miliardi di euro” non si intende che quei due miliardi siano usciti dalle tasche di qualcuno per finire in quelle di qualcun altro… Quando si dice “sono bruciati” si intende letteralmente che sono svaniti, mangiati dal mercato in modo irrecuperabile. È sempre vero che in questi momenti in cui due milioni di euro vengono bruciati qualcuno avrà comunque guadagnato e molti avranno comunque perso, ma la cosa importante è l’accettazione del rischio.

Quanti trader finanziari ci sono oggi nel mondo? Difficile dirlo: se consideriamo tutte le posizioni, sia quelle di chi lo fa per mestiere che quelle di chi lo fa per divertimento e con pochi euro di investimento, si parla comunque di un interesse che riguarda centinaia di milioni di persone. Un mercato immenso che apre opportunità altrettanto vaste per chi le vuole cogliere e per chi, soprattutto, avrà la capacità di avere le idee giuste e un broker affidabile ed efficace per metterle in pratica.

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Opzioni Binarie Con Le Bande Di Bollinger

L’analisi delle Bande di Bollinger è uno strumento di osservazione delle opzioni binarie, fondato da e recante il nome del popolare e moderno analista di investimenti tecnici, John Bollinger. Con queste bande sono in genere tracciate due deviazioni standard oltre alla semplice media mobile. Il loro scopo è mostrare la volatilità dei beni in base alla posizione delle bande; se una Banda di Bollinger si sta allontanando dalla media indica che il mercato del bene sta aumentando di volatilità, mentre se si avvicina alle medie indicherà invece una tendenza molto meno volatile.

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Come può essere, quindi, utilizzata la volatilità come indicatore tecnico per put e call nell’acquisto di opzioni binarie? La volatilità è spesso associata al rischio, ed è direttamente riferita alla misura dell’incertezza o del rischio sull’intervallo di variazione in un valore appartenente alla categoria dei beni di sicurezza (security assets). Una maggiore volatilità indica che il valore di un bene sarà probabilmente distribuito su un ampio intervallo di valori; questo significa che il cambio di prezzo di un bene ha il potenziale di variare drasticamente in un breve periodo di tempo, verso l’alto o il basso. Una risorsa a bassa volatilità tende spesso a non cambiare molto, rimanendo anche stabile per un breve periodo di tempo.

Con le opzioni binarie, in questo caso, il trucco è scegliere una risorsa volatile se si è sicuri che vada verso l’alto, o il basso. Le Bande di Bollinger sono spesso le carte tecniche destinate appositamente a questo scopo.

La maggior parte degli investitori che utilizzano le bande di Bollinger per le previsioni, ritiene che quando i prezzi tracciati rimangono tra le bande di Bollinger centrali e superiori, il mercato dei beni tenderà verso l’alto. In caso contrario, col prezzo delle attività che rimane tra le bande di Bollinger centrali e inferiori, il mercato continuerebbe a tendere in basso.

Come si può quindi decidere se acquistare o vendere le opzioni binarie utilizzando queste informazioni? La maggior parte degli investitori acquisterà opzioni call quando il prezzo è in rialzo e si avvicina alla banda di Bollinger centrale, scegliendo invece per il put put quando il prezzo è in ribasso e vicino alla linea centrale.

Si dice anche che le bande di Bollinger aiutino i trader a sfruttare le condizioni di ipervendita, individuando i prezzi di quei beni che scendono al di sotto della banda di Bollinger inferiore per poi tornare verso quella centrale. Se questa correzione è prevista al momento giusto, può rivelarsi molto redditizia per un investitore

Per quanto possiamo ricordare che non c’è nulla di sicuro nel provare a prevedere le tendenze del mercato, le bande di Bollinger si stanno rivelando uno degli strumenti tecnici più utilizzati per individuare potenziali variazioni estreme dei prezzi a breve termine nei beni security.

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Trading Di Opzioni Binarie Basato Sui Volumi

Uno dei modi più comuni per scegliere tra bull e bear nelle opzioni binarie è osservare il volume del bene su cui si fa trading. Generalmente si presta molta attenzione a questo particolare, dato che l’opinione della maggioranza a riguardo di un bene di mercato è sempre gradita. Anche se è naturale da pensare, o da fare, non mancano gli inconvenienti.

È molto importante, quando si piazzano le opzioni binarie in base al volume, non limitarsi a osservare il volume scambiato solo dal proprio broker; il valore va osservato sull’intero mercato dei beni per farsi una buona idea della situazione.
Una volta stabilito che il trend di volume nel mercato dei beni è ampio, dovrai muoverti come segue:
Trova un grafico orario esistente dell’opzione binaria che desideri scambiare, e le ultime candele più grandi sia nel mercato bear che in quello bull.

Dopodiché fai una media di alti e bassi in base ai risultati delle candele precedentemente stabiliti, quindi traccia due linee orizzontali che collegano gli alti e i bassi delle due candele. Puoi quindi fare il tuo put o la call sull’opzione binaria quando il mercato tenderà al volume massimo o minimo vicino alle linee orizzontali.

Perché il volume è importante

Perché il volume può essere utilizzato come un eccellente strumento di conferma quando si tenta di individuare i modelli di grafico e le tendenze degli asset. Questo da solo lo rende uno degli aspetti più importanti quando si fanno le chiamate o i put in base ad analisi tecnica. Va anche detto che le variazioni di prezzo legate ai massimi del volume tendono ad essere più rilevanti rispetto a quelle dovute ai minimi. Gli indicatori di prezzi ad alto volume hanno in media maggiori probabilità di segnalare un’inversione di tendenza rispetto a quelli di basso volume.

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