Criptovalute

Le criptovalute sono ormai da tempo un argomento caldo e il mercato ad esse collegato è tra i più dinamici e sorprendenti degli ultimi vent’anni. È infatti difficile al giorno d’oggi trovare qualcuno che non abbia mai sentito parlare di criptovalute e moltissime sono le persone che ogni giorno si interessano all’argomento più approfonditamente, cercando di capire cosa siano esattamente e come fare ad investire in crypto.

La semplice definizione di “moneta virtuale” non è abbastanza esaustiva e da soltanto un’idea iniziale di quello che può essere il mondo delle criptovalute. Ma dietro questa denominazione semplicistica c’è tutto un mondo, o meglio, un mercato vivace e sorprendente, che apre opportunità enormi a tutti coloro che vogliono provare a investire in criptovalute.

❓ Cosa sono le criptovalute?Le criptovalute sono una valuta digitale decentralizzata slegata da Stati o politiche monetarie
🖥️ Come funzionano le criptovalute?La tecnologia alla base delle criptovalute si chiama blockchain e permette il trasferimento di criptomonete tra due parti senza bisogno di intermediari
💸 Come si investe nelle cripto valute?Tramite mining, con il trading via broker online, o scambiando crypto su una piattaforma exchange
🤔 Come iniziare a investire?Conto demo gratuito eToro
💵 Top Criptovalute nel settore1 – Bitcoin (BTC)
2 – Ethereum (ETH)
3 – Binance Coin (BNB)
Cosa sono le criptovalut e e come funzionano – Tabella riassuntiva

Ma come fare? Ed esattamente cosa sono le criptovalute? Come funzionano? Rispondere a questi interrogativi è importantissimo per riuscire a muoversi in questo mercato nel modo giusto

Cosa sono le Criptovalute

Le criptovalute sono delle monete virtuali decentralizzate. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che non sono sotto il controllo di istituti finanziari o governi. Pur essendo molto diverse quindi dalle monete normali, si può comunque investire su di esse e fare trading online come si fa di solito per queste ultime. Attualmente esistono moltissime criptovalute, addirittura migliaia, ma tra le più conosciute e più importanti ricordiamo nomi del calibro di Bitcoin, Ethereum, Cardano e Polkadot.

Criptovalute - Guida facile per principianti a cura di InvestireinBorsa.net
Criptovalute – Guida facile per principianti a cura di InvestireinBorsa.net

Nonostante alcune criptovalute siano state prese in considerazione per essere utilizzate come reali monete virtuali con potere d’acquisto e nonostante alcune di esse lo siano diventate davvero, queste non sono state pensate e create con quest’intento. In questo senso sono molte di più le somiglianze con le materie prime rispetto alle monete normali, e l’essere un “bene rifugio” è una delle caratteristiche che contraddistinguono alcune di queste crypto.

Non a caso, chi investe in criptovalute, infatti, di solito preferisce possederle in attesa che queste aumentino di valore e poi le converte in valute tradizionali, come fa chi cerca di operare in criptovalute emergenti.

Criptovalute come funzionano

Il funzionamento delle criptovalute è legato a una tecnologia nata insieme alla prima crypto della storia, il Bitcoin, chiamata blockchain. La “catena di blocchi” è una tecnologia crittografia che, attraverso una serie di calcoli estremamente complessi rende i protocolli praticamente inviolabili da una parte, mentre dall’altra taglia fuori qualsiasi intermediario nel momento in cui si scambiano criptomonete tra due portafogli digitali.

In sostanza, questa catena altro non è che una serie numerica concatenata e immutabile formata da blocchi di bit al cui interno vengono registrate tutte le transazioni avvenute nella catena. Ogni possessore di crypto conserva queste serie numerica in un apposito indirizzo Internet, cioè il proprio portafogli digitale, così da poter inviare o ricevere pagamenti sotto forma di valuta digitale.

Questi blocchi vengono poi “convalidati” a seconda del sistema di consenso a cui fa riferimento la criptovaluta in questione. Ad esempio, in passato la maggior parte delle crypto facevano affidamento al sistema Proof-of-Work (PoW), dove il processo prevedeva il “minare” i suddetti blocchi tramite calcoli, sistema usato ad esempio da BTC ed ETH. Oggi invece molte crypto si affidano al sistema Proof-of-Stake (PoS), dove basta possedere e bloccare un numero prestabilito di criptomonete per un dato periodo di tempo per “aiutare” la rete.

Il processo di Mining di Criptovalute

Il processo di “mining”, altresì chiamato col calco italiano di “minare” o utilizzando il verbo “estrarre” riferito alle criptovalute, è un processo alla base di tutte quelle crypto che utilizzano un sistema di consenso definito Proof-of-Work (PoW).

Questo sistema è un processo a dir poco essenziale nel mondo delle crypto e che nasce in seno a Bitcoin, la prima criptovaluta creata e che ha alla base un processo di estrazione di tipo PoW. In sintesi, questo sistema mette in collegamento diversi computer che mettono a disposizione del network la propria potenza di calcolo per convalidare le transazione e i blocchi della blockchain. In compenso, tutti i “minatori” della rete hanno in cambio del loro lavoro (work, per l’appunto) una porzione di BTC come ricompensa.

Un "minatore" di criptovalute e la sua farm per il mining
Un “minatore” di criptovalute e la sua farm per il mining

Purtroppo però questo sistema abbisogna di diversi dispositivi e strumenti altamente tecnologici in grado di fornire, tra le tante cose, una potenza di calcolo estremamente elevata. Si pensi che il mining è stato tra i principali fattori scatenanti della crisi dei microprocessi e dalla conseguente scomparsa dal mercato delle schede video, dei laptop più potenti e finanche della penuria delle Playstation 5 (smontata per ottenerne i componenti utili al mining).

Inoltre, il mining è stato messo sotto accusa da diverse associazione ambientaliste per essere una forte causa di inquinamento a causa dell’enorme richiesta di energia legata a questo processo. Se si volesse infatti prendere in considerazione l’idea di minare crypto, vanno messi in conto non solo i costi dell’attrezzatura atta ad eseguire le operazioni di calcolo di cui sopra, ma anche gli esagerati costi legati all’energia elettrica.

Dai suddetti costi energetici è nato poi un fenomeno di migrazione verso l’Asia delle principali farm di crypto-mining, in cerca di paesi dove i costi dell’elettricità fossero più economici in confronto all’Occidente. Il fenomeno ha poi preso una piega tale che alcuni dei paesi interessati da questa migrazione hanno incominciato ad emanare leggi ad hoc per condannare queste attività, fino addirittura a vietarle del tutto come in Mongolia e in parti della Cina.

L’anonimato delle criptovalute è reale?

Uno dei miti, a torto o ragione, che aleggiano intorno alle criptovalute è quello legato al loro completo anonimato. Da lì, il passaggio all’accusa di essere le “monete virtuali dei criminali”, utilizzate nel dark web per i più loschi affari o per riciclare denaro sporco, il passo è stato breve.

Ciò nasce dal fatto che, per aprire un portafoglio elettronico in cui depositare le proprie crypto non c’è bisogno di fornire alcuna generalità. I token possono essere quindi spostati da un e-wallet a un altro in tutta tranquillità e sicurezza, teoricamente nell’anonimato a patto però che si conosca l’indirizzo pubblico del wallet di destinazione. E qui casca l’asino.

All’interno di una blockchain infatti, ogni transazione è elencata al suo interno. Legata ad ogni spostamento di criptovaluta avremo infatti una serie di numeri che compariranno registrati nei blocchi della blockchain relativi all’indirizzo pubblico dei portafogli elettronici interessati nella transazione. Ne consegue quindi che, anche nel caso in cui si aprano autonomamente uno o più e-wallet per spostare illegalmente somme di criptovalute superiori al valore stabilito dalla legge locale, le autorità potranno eventualmente risalire agli indirizzi interessati dall’illecito.

Le piattaforme di trading come Trade.com (qui registrazione gratis) usano il KYC per i propri clienti
Le piattaforme di trading come Trade.com (qui registrazione gratis) usano il KYC per i propri clienti

Inoltre, le piattaforme di trading online e gli exchange di criptovalute autorizzati sono tenuti ad identificare i propri clienti tramite un processo chiamato KYC, un acronimo inglese stante per “Know Your Consumer”: conosci il tuo cliente.

Le Crypto favoriscono l’evasione fiscale?

Il tema del trattamento fiscale dele criptovalute e, più in generale, dell’innovazione finanziaria è uno dei più delicati e complessi non solo a livello italiano, ma su scala globale. Di fatto, questi ultimi vengono ignorati dal fisco e vivono in una sorta di “zona d’ombra” finché non passano dall’essere un fenomeno di nicchia all’essere adottate da un numero importante di persone.

In Italia, il diritto tributari non prevede una normativa specifica, ma non è esente da tassazioni o controlli, quindi le accuse di favorire l’evasione fiscale sono insensate. Ad esempio, l’Agenzia delle Entrate ha emesso più di un ruling fiscale legato a tutta una serie di casi specifici che servono proprio ad arginare fenomeni di evasione, illeciti e simili.

Tra le principali accuse che vengono mosse quindi a chi possiede le criptovalute è che queste “non sono tracciabili” e che perciò favoriscono l’evasione fiscale. Di fatto, però, non è così, ed oggi i crypto-exchange certificati come Binance (qui per la pagina ufficiale) sono tenuti a comunicare ogni spostamento e trade ritenuto “Illegale” dalla legge italiana.

Altra storia invece per quanto riguarda gli e-wallet esterni (sia soft che hard wallet) i quali prevedono effettivamente l’anonimato nell’apertura di un portafoglio elettronico. Eppure, anche in quel caso tutti i movimenti sono tracciabili poiché iscritti nella blockchain di riferimento, quindi paradossalmente per la polizia è addirittura più facile tracciarne tutti gli spostamenti di criptovaluta in caso di seri illeciti.

Quali sono i rischi delle Crypto?

I rischi del fare trading sulle criptovalute sono di solito legati alla volatilità delle stesse. Le criptovalute sono infatti tra gli strumenti di investimento più volatili in assoluto e quando si opera nel loro mercato ci si deve sempre aspettare dei movimenti improvvisi e alle volte anche secchi o verso l’alto o verso il basso. Non è raro infatti che il valore delle criptovalute possa crollare all’improvviso anche di centinaia o migliaia di dollari. 

Uno degli altri principali rischi legati alle criptovalute è il fatto che questo non sono regolamentate, non essendo soggette né a governi né a banche centrali. È chiaro quindi che vanno ad essere meno sicure e a dare meno garanzie a chi le sceglie come strumento di investimento. 

Le criptovalute sono inoltre soggette ad errori di programmazione e dunque possono essere soggette a biforcazioni “sbagliate” e interruzioni. Le biforcazioni, ovvero le hard fork comportano a loro volta una grandissima volatilità, dunque questi due tipi di rischi vanno ad autoalimentarsi a vicende. 

Comprendere tutti i rischi associati al mercato delle criptovalute prima di iniziare a negoziare è fondamentale per evitare di perdere i propri risparmi a causa di errori di inesperienza. Essere impreparati nel mondo del trading è un grosso rischio già di base, figurarsi poi in relazione a elementi così imprevedibili e volatili come le criptovalute. Solo il giusto studio del mercato e delle criptovalute, nonché dei fattori che le influenzano, può ridurre al minimo i rischi. 

Per quanto riguarda la sicurezza dei propri investimenti, invece, l’unica cosa che da maggiori garanzie al trader è affidarsi a piattaforme autorizzate, che siano in possesso di tutte le licenze del caso e che permettano di conoscere i costi e le loro policy nel modo più trasparente e chiaro possibile.

Elenco principali criptovalute

Barcamenarsi nel mercato crypto, si sa, non è facile. Ad oggi, esistono letteralmente migliaia di criptovalute e non sempre sono tutte sicure o degne della nostra attenzione. Per aiutare quindi i futuri investitori di criptovalute a fare la propria scelta su dove investire, abbiamo deciso di fare un elenco delle principali 10 crypto attualmente presenti sul mercato.

Top 10 Principali Crypto – Tabella riassuntiva

📊TOP 10 Principali Cryptoℹ️Caratteristiche principali💰Capitalizzazione di mercato💱Dove comprare
Bitcoin (BTC)Prima criptovaluta mai inventata, motore trainante del mercato crypto, riserva di valore$436,943 MrdeToro
Ethereum (ETH)Prima piattaforma per contratti intelligenti e app decentralizzate, tecnologia pionieristica, tra le più sicure del mercato$196,91 MrdCoinbase
Binance Coin (BNB)Alternativa economica per contratti intelligenti e DApp, supportata dal famoso exchange Binance$48,62 MrdBinance
Cardano (ADA)Nata direttamente con sistema di consenso Pos, creata da uno dei co-fondatori di ETH, tecnologia scalabile, viene definita “Ethereum Kille””$16,91 Mrd       eToro
Ripple (XRP)Improntata alla finanza decentralizzata, si impone l’obiettivo di sostituire gli attuali sistemi di pagamento internazionali$17,86 MrdeToro
Solana (SOL)Tecnologia pionieristica e scalabile, estremamente veloce$13,41 MrdCoinbase
Polkadot (DOT)Tecnologia innovativa delle parachain$8,87 MrdFP Markets
Dogecoin (DOGE)Prima memecoin, supportata da un’enorme community e da Elon Musk$8,82 MrdBinance
Polygon (MATIC)Tecnologia avanzata pensata specificatamente per sopperire ai costi esorbitanti di ETH facendone migrare i progetti sulla propria blockchain parallela$7,11 MrdBinance
Shiba Inu Coin (SHIB)Memecoin, community estremamente attiva, viene definita la “Dogekiller”$6,51 MrdCoinbase
Tabella riassuntiva riguardo le principali 10 criptovalute presenti sul mercato oggi

L’elenco di cui sopra non cita alcune delle criptovalute che figurano tra le prime dieci per capitalizzazione di mercato, principalmente le stablecoin. Esse altro non sono che delle crypto legate al valore del dollaro e che hanno quindi un rapporto di 1:1 con l’USD, ma che “girano” su una blockchain.

Queste hanno dunque sì un’alta capitalizzazione di mercato (vedi Tether), ma ciò è riconducibile al fatto che il loro utilizzo è indirizzato principalmente ai vari scambi che avvengono tra crypto prima di essere convertiti in vero e propria valuta legale, come l’euro o lo stesso dollaro americano.

1) Bitcoin (BTC)

Madre di tutte le criptovalute, Bitcoin viene lanciata nel gennaio del 2009 dopo essere stata descritta ed illustrata in una guida del 2008 da una persona (o più) coperte dallo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.

Prima valuta online peer-to-peer, essa ha la particolarità di avvenire tra due entità indipendenti partecipanti alla rete senza alcuna necessità di un intermediario, così da evitare i passaggi per qualsivoglia istituto finanziario o entità centrali d’alcun tipo. Ciò è possibile grazie alla tecnologia blockchain (in italiano: “catena di blocchi”) che la rende una valuta elettronica decentralizzata, un concetto che è alla base di praticamente tutte le criptovalute venute dopo di lei.

Di fatto, l’intero mercato criptovalutario si basa non solo sul concetto di poter inviare e ricevere denaro elettronico senza bisogno di intermediari, ma anche sul valore di BTC. Essa è infatti la prima criptovaluta per capitalizzazione di mercato ed è il motore trainante dell’intero mercato crypto: ogni sua oscillazione di prezzo crea infatti un effetto su tutte le altre criptovalute (dette “altcoin”, quindi monete alternative a BTC).

Ciò significa che se Bitcoin sale, tutte le criptovalute salgono insieme ad essa, se scende invece, l’intero mercato va giù.

2) Ethereum (ETH)

Così come Bitcoin, anche Ethereum si basa su una tecnologia blockchain open-source di tipo decentralizzato e dotata di una propria crypto, l’Ether, altresì nota come ETH. La sua funzione principale è quella di supportare in qualità di piattaforma decentralizzata diverse altre criptomonete dette token, nonché tutta una serie di altre applicazioni funzionanti tramite l’innovativo sistema dei “contratti intelligenti”: gli smart contract.

Descritto per la prima volta in un manuale condiviso online nel 2013 dal giovane genio Vitalik Buterin, insieme ad un gruppo di esperti di informatica e di crypto è riuscito a lanciare il progetto mettendo in funzione la blockchain ufficialmente il 30 luglio del 2015.

L’obiettivo primario di Ethereum è quello di diventare una piattaforma virtuale internazionale per le DApp, le applicazioni decentralizzate. Queste ultime sono dei software decentralizzati e quindi resistenti a qualsiasi tipo di censura o ingerenza esterna che girano sulla smartchain di Ethereum e che vengono “alimentati” dall’Ether e dai token collegati a questa piattaforma. Da qui, il caso d’uso che ha reso Ethereum la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato al mondo.

Ethereum è seconda per capitalizzazione di mercato solo al Bitcoin
Ethereum è seconda per capitalizzazione di mercato solo al Bitcoin

Nata originariamente come criptovaluta estraibile tramite mining, quindi supportata da un sistema Proof-of-Work (PoW), proprio durante l’estate del 2022 sta eseguendo il passaggio a un sistema di tipo Proof-of-Stake (PoS). Questa evoluzione viene definita “The Merge”, e sta provocando un certo fermento nella community Ethereum con variazioni di mercato anche importanti.

CIò è dovuto al passaggio apocale alla PoW, poiché renderebbe ETH una criptomoneta ottenibile tramite il sistema di staking, una modalità che permette di guadagnare crypto semplicemente accumulandole e bloccandole per un dato periodo di tempo per ricevere ETH come ricompensa.

3) Binance Coin (BNB)

Lanciata nel 2017 originariamente come token ERC-20 su rete Ethereum, dal 2019 ha fatto il passaggio da token a criptovaluta vera e propria trasferendo tutti i token sulla propria blockchain proprietaria Binance Chain, scambiandole con criptomonete di tipo BEP2.

Questa criptovaluta nasce in seno a Binance, il famosissimo exchange di criptovalute capitanato dal visionario Changpeng Zhao, altresì consciuto col suo nickname di Twitter “CZ”, che ha fortemente voluto una propria blockchain. Così come Ethereum infatti, con Binance è possibile eseguire contratti intelligenti ed utilizzare la crytpo come moneta virtuale di scambio sia per trading che per acquistare o vendere beni in seno alla piattaforma, soprattutto NFT (ma non solo).

A differenza della macchina virtuale di Ethereum però, la Binance Smartchain (BSC) oggi è una tra le blockchain più veloci e soprattutto economiche tra quelle presenti sul mercato. Questo, insieme al fatto di essere supportata da uno dei più importanti exchange al mondo, ha fatto sì che BNB arrivasse a diventare la quinta criptovaluta per capitalizzazione di mercato.

Per saperne di più riguardo BNB e la BSC, è possibile accedere gratuitamente ai servizi di Binance andando a questo indirizzo.

4) Cardano (ADA)

Lanciata per la prima volta nel 2017, Cardano è stata fondata da Charles Hoskinson, il co-fondatore di Ethereum, oggi amministratore delegato di IOHK, la società che ha creato questa blockchain.

Hoskinson è un esperto di questo settore, coinvolto nelle crypto sin dal 2011, asset che ha sia estratto tramite mining che scambiato per un lungo periodo. Nel 2013 tenne poi un corso su Bitcoin seguito da ben 80.000 studenti sparso in tutto il mondo. Ma oltre ad essere un esperto di tecnologie innovative, egli è anche un matematico: non a caso questa blockchain prende il suo nome dal famoso matematico Girolamo Cardano.

Forte delle grandi menti creative dietro questo progetto, Cardano è una delle prime e più grandi blockchain nate direttamente con un meccanismo di consenso di tipo Proof-of-Stake (PoS). Se infatti Bitcoin si basa sulla Proof-of-Work (PoW) ed Ethereum solo recentemente è in procinto di passare alla PoS, Cardano è una piattaforma appositamente pensata e creata per funzionare direttamente con un sistema PoS. Ciò ha fatto sì che in tantissimi hanno deciso di investire ed accumulare ADA, il token alla base del funzionamento di questa piattaforma, sin dalla sua nascita.

Altro punto fondamentale è la scalabilità del progetto, supportato dagli esperti e dalla fondazione IOHK, oltre che da tutti i possessori di ADA che credono nel progetto e permettono a Cardano di prosperare. Non è un caso infatti se questa viene anche definita nella community crypto come “la criptovaluta degli accademici”. Ed è per questo che in futuro si prevede che su questa piattaforma possano girare numerose DApp a costi e velocità decisamente più competitivi di quelli a cui siamo abituati oggi.

5) Ripple (XRP)

Nato da un’idea addirittura antecedente a Bitcoin, con il concetto di avviare una piattaforma di pagamento in tempo reale diffuso al mondo da Ryan Fugger nel 2004, la crypto vedrà la luce solo nel 2012, quando il rpogetto venne rilevato da Jed McCaleb e Chris Larson. All’epoca però, il progetto veniva ancora chiamato “OpenCoin” ed era sconosciuto ai più.

Ripple nasce come alternativa più rapida e meno costosa agli odierni sistemi di pagamento (come ad esempio lo SWIFT) ed è gestito da un libro maestro denominato RippleNet. XRP è invece la criptomoneta nativa del progetto, mentre Ripple è la società che la sviluppa.

Ogni transazione eseguita sul registro XRP viene elaborata in un tempo stimato che va dai 3 ai 5 secondi. Per mettere queste tempistiche in prospettiva basta pensare al sopracitato SWIFT, il quale è un vecchio sistema di pagamento nato a fine anni ’70 e che impiega giorni per eseguire un bonifico, ma che è ancora oggi il sistema internazionale più usato per trasferire denaro.

Ciò ha portato XRP a scalare le vette delle top 10 delle criptovalute mondiali divenendo la settima criptovaluta per capitalizzazione di mercato.

6) Solana (SOL)

Progetto open-source pensato per fornire soluzioni alternative a quelle attuali riguardo la finanza decentralizzata, nasce da un progetto iniziato nel 2017 dal visionario Anatoly Yakovenko. La criptovaluta vede però il suo lancio solo nel marzo del 2020 grazie al supporto della Fondazione Solana.

Protocollo nato per agevolare la creazione di DApp e lo scambio di crypto, esso ha un avuto un apporto rivoluzionario alla tecnologia blockchain poiché supporta un sistema di consenso prima ideato dallo stesso Yakovenko chiamato Proof-of-History (PoH). Questo è un sistema ibrido che, con l’aiuto della PoS, riesce a velocizzare ancora di più le transazioni e ridurre sensibilmente i tempi di convalida.

Solana è la nona criptovaluta per capitalizzazione di mercato al mondo

La velocità di questa piattaforma decentralizzata, unita alla sua sicurezza ed efficienza, ha fatto sì che diverse entità istituzionali si siano interessate al progetto, investendo in esso. Le specifiche tecniche di questa blockchain promettono infatti una scalabilità nel tempo estremamente elevata, il ché permetterebbe alla piattaforma di evitare gli enormi costi di utilizzo in termini di gas-fee in caso di un’acquisizione di massa, come abbiamo visto ad esempio succedere in parte con Ethereum.

Tutto ciò, unito al supporto da una parte dalla Fondazione Solana, e dall’altra di una community di criptoinvestitori tra le più vive e informate della rete, ha reso SOL la nona criptovaluta per capitalizzazione di mercato.

7) Polkadot (DOT)

Polkadot è una criptovaluta innovativa che si basa su un protocollo detto multichain di sharding open source che facilità il trasferimento tramite cross-chain (quindi da una blockchain a un’altra) di qualsivoglia tipo di risorsa digitale, quindi non solo token o crypto.

Ciò si ricollega al principale obiettivo dei creatori di Polkadot, la Web3 Foundation, fondazione svizzera il cui obiettivo centrale è quella di facilitare il passaggio tecnologico verso un web decentralizzato, funzionale e facile da usare. Tra i fondatori della società spicca poi Gavin Wood, uno dei co-fondatori di Ethereum e del linguaggio di programmazione relativo ai codici smart contract di Solidity.

La crypto nativa di questa blockcahin è DOT, mentre il protocollo si suddivide in quattro componenti essenziale: la catena di trasmissione, le parachain, i parathread e i bridge.

La catena di trasmissione è quello che potremmo definire come il “cuore pulsante” di Polkadot, ed è dedicata a creare il consenso dei blocchi, l’interoperabilità e la sicurezza condivisa in tutta la rete di catene diverse di cui si occupa la multichain.

La Parachain sono invece tutte quelle catene indipendenti comprensive di token nativi  e utilizzi specifici comunque legate a Polkadot, mentre i Parathread hanno una funzione simile alle parachain ma con una connettività flessibile che si basa sul modello economico del “Pay-as-you-go”. Infine i Bridge, ovvero i “ponti”, permettono sia alle parachain che hai parathread di connettersi e comunicare con altre blockchain esterne a Polkadot, come ad esempio Ethereum.

Questa rete multichain frazionata, l’elevata potenza di elaborazione su diverse catene come le parachain e la conseguente scalabilità del progetto hanno fatto sì che DOT sia oggi la decima criptovaluta per capitalizzazione di mercato.

8) Dogecoin (DOGE)

Nato sulla base del popolare meme relativo al “doge”, il soprannome dato allo Shiba Inu che ha spopolato su internet per anni e anni, Dogecoin è stata la prima meme-coin del suo genere.

Dogecoin vede la luce quasi per scherzo da un’idea i Billy Markus e Jakson Palmer nel dicembre del 2013 come un fork di Litecoin e puntava tutto sull’appeal generato dalla sua simpatica mascotte. Questo perché, di fatto, il DOGE è una criptovaluta estraibile all’infinito tramite la tecnologia Scrypt , tant’è che oggi circolano più di 132 miliardi e mezzo di Dogecoin.

Per un lunghissimo periodo quindi questo token non ha mai avuto una reale utilità ed è stata relegata al ruolo di meme nel mondo delle crytpo, finché non è balzata all’onore delle cronache nel 2021. In quell’anno infatti, a poca distanza di tempo dal fenomeno “Gamestonks” nato nei meandri dei sub-reddit di WallStreetBets, DOGE viene eletta come criptovaluta da supportare dalla stessa community di investitori che ha fatto “risorgere” le azioni di Gamestop.

Da quel momento, Dogecoin ha cominciato a salire nei criptomercati sempre più fino ad essere “incoronata” dalla persona più ricca al mondo, Elon Musk, che ha “abbracciato” il trend del momento e ha cominciato letteralmente a memare facendo schizzare alle stelle il prezzo di DOGE. Ma non solo: dopo una fase iniziale fatta di scherzi e meme sul suo profilo Twitter, ha iniziato ad aiutare gli sviluppatori ad implementarne la tecnologia, con la promessa che DOGE verrà utilizzato in futuro come moneta virtuale di scambio per acquistare beni e servizi.

Da semplice scherzo quindi, in meno di 10 anni Dogecoin è riuscita ad arrivare al vertice del mercato criptovalutario, divenendo l’undicesima crytpo per capitalizzazione di mercato.

9) Polygon (MATIC)

La piattaforma Polygon nasce originariamente come Matic da un pool di esperti di criptovalute stanziati in India il cui obiettivo era quello di ridurre sensibilmente i costi relativi all’ecosistema Ethereum, dalle sue DApp allo scambio di crypto. Chi infatti ha utilizzato qualche volta Ethereum ad esempio tramite un’applicazione decentalizzata o per mintare degli NFT, saprà benissimo che la gas fee da pagare in termine di ETH per far funzionare la macchina virtuale sono a dir poco esorbitanti.

La soluzione a cui sono giunti gli esperti di Polygon Matic è stata quella di utilizzare delle interfacce API dedicate e degli SDK integrati, così da velocizzare ed effettuare pagamenti praticamente istantanei via ETH o altri token di tipo ERC.20, contenendone al contempo i costi. Per fare ciò, essi si sono dovuti però affidare a due soluzione parallele: la scalabilità tramite la Plasma Chain di Polygon e quella tramite le Side-chain di Ethereum legate alla Proof-of-Stake (PoS).

A loro volta, queste soluzioni si interconnettono con altri due sistemi: le Stand-alone Chain e le Secured Chain. Le prime hanno un sistema di consenso solitamente di tipo PoS e sono indipendenti e flessibili, ma meno sicure delle seconde, le Secured Chain, che si affidano invece a validatori di blocchi professionisti e sono quindi più sicure ed affidabili.

Grazie a ciò, decine e decine di progetti nati su Ethereum hanno cominciato a migrare su Polygon Matic, riuscendo così a raggiungere anche l’attenzione di alcuni big delle industrie videoludiche ed informatiche, come ad esempio la Atari e addirittura il colosso META. Per questi e altri motivi oggi MATIC è divenuta la tredicesima criptovaluta per capitalizzazione di mercato.

10) Shiba Inu Coin (SHIB)

Così come Bitcoin viene fondata in forma anonima con il tramite dello pseudonimo di Satoshi, anche Shiba Inu vede la luce in via anonima nell’agosto del 2020, grazie a Ryoshi, lo pseudonimo dietro cui si cela il suo inventore. Memecoin nata sulla falsariga del successo ottenuto da DOGE, si afferma al vertice di questa “guerra tra meme” autoproclamandosi al contempo come “la Dogekiller”. Tant’è che la stessa moneta porta il nome della razza del famoso meme: lo Shiba Inu per l’appunto.

Per arrivare a ciò, inizialmente questo token nasce nell’ecosistema Ethereum e si basa sullo stesso algoritmo alla base di DOGE, Scrypt, e proprio come Dogecoin la moneta circolante è praticamente infinita. Stiamo parlando di numeri difficilmente pronunciabili in italiano che superano il triliardo. Per essere precisi, nel momento in cui scriviamo circolano esattamente 549.063.278.876.302 SHIB.

SHIB viene definita dalla sua community come la "Dogekiller"
SHIB viene definita dalla sua community come la “Dogekiller”

Secondo la homepage del progetto, il team ha però depositato su Uniswap il 50% della fornitura totale di token “gettando via le chiavi di accesso”, mentre l’altra metà è stata inviata a Vitalik Buterin, l’inventore di Ethereum. Quest’ultimo però, ha devoluto a sua volta la maggior parte dei token a un ente di beneficenza in India mentre il restante l’ha bruciato a sua volta “gettando le chiavi” come hanno fatto i proprietari.

Oggi però questa memecoin punta a divenire qualcosa di più di un semplice “scherzo” e sta ampliando il suo ecosistema, puntando a migrare dalla blockchain di Ethereum a una blockchain proprietaria, creare un proprio gioco Play-to-Earn e rilasciare una serie di NFT a tema SHIB. Questo, oltre al clamore degli enormi guadagni dei “primi arrivati” che hanno investito in questa moneta quando era sconosciuta, l’ha portata ad essere oggi la sedicesima criptovaluta per capitalizzazione di mercato.

Come investire in Criptovalute

l trading con le criptovalute può essere fatto in due modalità diverse: o utilizzando un broker o un exchange. Per fare la propria scelta è necessario comprendere prima qual è la differenza tra queste due modalità, che va a influenzare anche il tipo di speculazione che si vuole fare sulle criptovalute.

Soluzioni per investire in criptovalute
Soluzioni per investire in criptovalute

Un broker di criptovalute non permette di acquistarle, ma dà la possibilità di speculare su di esse e sulle loro variazioni di prezzo tramite CFD. Un Exchange, invece, così come suggerisce anche il nome, permette di acquistare, vendere o scambiare una criptovaluta o parte di essa. A seconda quindi di quali sono i propri scopi e le proprie intenzioni di investimento si sceglie l’uno o l’altro metodo, o perché no anche entrambi.

Investire in criptovalute con i broker: come fare crypto-trading

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Altro broker sicuro e affidabile al 100% che consente di fare trading con le criptovalute è senza dubbio FP Markets. La selezione di criptovalute qui disponibili è leggermente inferiore a quella offerta dai due precedenti broker, ma tale sezione è in continuo aggiornamento dunque molte altre crypto saranno presto disponibili. Una dei vantaggi di questo broker è sicuramente il fatto che non presenta nessun costo, soprattutto se si utilizzano i sistemi di trading automatico, anche qui disponibile. Anche FP Markets consente di accedere ad un’area didattica utilissima sia per i trader che vogliono operare con le cripto sia per coloro che sono interessati al trader in generale.

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Investire in Criptovalute con exchange

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Per quanto riguarda le piattaforme exchange di criptovalute, invece, i nomi più virtuosi sono:

Questo è uno dei principali exchange al mondo ed è anche uno dei primi in assoluto, in quanto è presente sul mercato già dal 2012. La sua sede principale si trova a San Francisco ed è attualmente attivo in più di 35 paesi, con più di 12 milioni di utenti in tutto il mondo. Coinbase mette a disposizione più di 170 criptovalute su cui operare tramite trading o, per chi lo volesse, da acquistare e possedere nel proprio wallet.

Questa è la prima piattaforma di exchange al mondo per volume di scambi. Nata in Cina è attualmente sotto la guida del CEO Changpeng Zhao, ha come sede principale le Isole Cayman e i suoi servizi sono disponibili in moltissimi paesi. Nel nostro, Binance è stato recentemente registrato all’OAM come Virtual Asset Service Provider per i servizi riguardanti le criptovalute, il che ha reso questo exchange ancora più sicuro e affidabile per i nostri cittadini. Tale exchange ha sviluppato inoltre la sua blockchain, ovvero la Binance Smart Chain BSC a cui è legata quella che è attualmente la quinta criptovaluta al mondo per capitalizzazione di mercato, ovvero BNB.

Tra i più gettonati cripto exchange attualmente presenti sul web, questa piattaforma si è fatta spazio in questo mondo con una possente campagna pubblicitaria e numerosi sponsor di livello. Non è soltanto la campagna pubblicitaria, però, ad aver reso questo exchange così famoso. Il merito va infatti anche alla sua piattaforma intuitiva e semplice da utilizzare e alle numerose criptovalute con cui si può operare e che si possono possedere grazie ad essa.

Da cosa dipende la quotazione delle criptovalute

La quotazione di un asset può essere influenzata da tutta una serie di fattori che, nel mondo della finanza, vengono generalmente descritti come “Market Mover”. Vista la natura decentralizzata degli asset criptovalutari però, questi sono più difficili da individuare se comparti a quelli a cui ci abituano i mercati finanziari.

Ad esempio, se si investe nel petrolio, gli eventi relativi all’area OPEC avranno inevitabilmente ripercussioni sul prezzo dell’asset, così come l’aumento dell’inflazione porta un prevedibile aumento del prezzo dell’oro e di altri beni rifugio. E le crypto invece?

Ebbene, nonostante non siano così prevedibili come quelli sopra descritti, anche nel mondo crypto esistono alcuni elementi da cui dipende la quotazione delle criptovalute da tenere conto prima di investire.

Prezzo di Bitcoin

Il primissimo fattore da tenere conto quando si decide di investire in criptovalute è l’andamento della prima criptovaluta mai creata, nonché della più importante e prima per capitalizzazione di mercato: il Bitcoin.

È infatti risaputo all’interno della comunità dei criptoinvestitori che qualsiasi oscillazione del prezzo di BTC, sia in positivo che in negativo, possono portare ad enormi sconvolgimenti nell’intero mercato. Ciò significa che le  e sono in grado di influenzare anche le altcoin, dalle top 10 per capitalizzazione a quelle minori e di nicchia.

Andamento dell’indice NASDAQ

A dispetto della natura decentralizzata delle criptovalute, con l’entrata di alcuni protagonisti istituzionali negl investimenti criptovalutari si è notato un certo parallelo con l’andamento degli indici di borsa e il mercato crypto.

Il NASDAQ è l'indice tecnologico di New York
Il NASDAQ è l’indice tecnologico di New York

Nello specifico, l’indice che sembra maggiormente influenzare il Bitcoin (e di conseguenza, l’intero mercato come già detto) è quello del NASDAQ 100. L’indice tecnologico di New York, il paniere che racchiude tra le altre cose le famose Big Tech pare sia quello che, a seconda del suo andamento, sia in grado di modificare il prezzo di BTC e dell’intero mercato, soprattutto in casi di ribassi.

Regolatori finanziari e FED americana

Una nota a parte va aperta per i regolatori finanziari i quali, si sa, non hanno mai visto di buon occhio il mondo delle criptovalute e hanno tentato per un lungo periodo di tempo ad imbrigliarne le potenzialità. Nello specifico, la Federal Reserve (FED) è quella che maggiormente influenza l’andamento del mercato crypto poiché in grado di influenzare uno dei maggiori mercato di azione: quello americano.

Oltre a questo però, è importante tenere d’occhio tutte le notizie relative alla FED nono solo in qualità di regolamento finanziario correlato alle criptovalute. Ad esempio, i verbali della FED relativi alla tolleranza zero verso l’inflazione, hanno avuto enormi ripercussioni sia sui mercati finanziari che su quelli criptovalutari.

Attenzione mediatica e FUD

L’attenzione mediatica verso le criptovalute, complice gli enormi guadagni dei primi investitori e le altrettanto importanti fluttuazioni di prezzo di BTC e affini, ha raggiunto spesso livelli eclatanti. Tendenzialmente però, possiamo notare due tipi di attenzione da parte dei media: una che ha portato per lo più ad effetti positivi, e cioè relativa al bull market e al rialzo del prezzo dell’asset, con conseguente “corsa alle crypto” anche da parte di inesperti e un’altra più negativa relativi ai presunti illeciti di chi le utilizza.

In quest’altro caso, le notizie diffuse dei media non sono delle più lusinghieri e si focalizzano, in una maniera a dir poco ossessiva, su come BTC fosse “la moneta virtuale dei criminali” o degli evasori fiscali. Spesso però, questo tipo di notizie piovono dall’alto e sono diffuse dai soliti noti per modificare il valore dell’asset facendolo andare in negativo così da comprare al ribasso. Questa tecnica, maturata dagli ambienti finanziari, viene definita FUD, un acronimo inglese traducibile con “paura, incertezza e dubbio”.

Qual è la regolamentazione attuale delle Crypto?

Visto il loro essere un asset relativamente giovane (la prima crypto, BTC, è nata poco più di dieci anni fa), la regolamentazione finanziaria su scala globale è assolutamente frammentaria e insufficiente. Complice infatti una certa ignoranza in materia, oltre che a una decisa diffidenza da parte delle autorità centrali statali verso un asset che è dichiaratamente decentralizzato, spesso le tendenze regolatorie vanno per estremi: si va quindi da una lacuna effettiva di regolamentazione, a veri e propri divieti in termini assolutistici.

In questa sezione ci concentreremo ad analizzare quindi quelle che sono, per motivi finanziari ed economici, più vicini alla realtà dell’investitore medio italiano, andando ad osservare da vicino quindi le legislazioni di Stati Uniti, Unione Europea ed Italia

Regolamentazione crypto – Tabella riassuntiva

🇺🇸 Stati Uniti🇪🇺 Unione Europea🇮🇹 Italia
Regolamentazione frammentata sia a livello federale che statale, non le reputa una valutaHa stabilito piani regolatori per le crypto riassunti del “Markets in Crypto-Assets” (MiCA)Non prevede una normativa specifica per le crypto ma tende ad equipararle alla valute estere
Tabella riassuntiva principali regolamentazione crypto

Stati Uniti

Sono il paese a cui tutti guardano quando si parla di crypto in quanto ogni criptovaluta viene scambiata e quotata, nella maggior parte dei casi, col dollaro americano. Ciononostante, la regolamentazione a livello nazionale è a dir poco frammentaria vista la natura federale degli Stati Uniti.

Mancando infatti una vera e propria legislazione di naturale federale, estendibile quindi sull’intero suolo americano, bisogna andare a vedere stato per stato come i legislatori si sono mossi in materia di crypto. Esistono però linee guida, con nuove regole implementante nell’ultimo anno dove si chiede ad esempio di segnalare alle autorità ogni transazione superiore ai 10.000 dollari, mentre si richiede ai proprietari degli e-wallet di identificarsi quando si inviano più di 3.000 dollari in una singola transazione.

Inoltre, già nel 2021 l’amministrazione del presidente Biden ha spostato la sua attenzione sulle cosiddette stablecoin, le criptovalute che “mimano” in maniera perfetta l’andamento del dollaro e che vengono usate in maniera estensiva per fare trading di crypto, iniziando una serie di dibattiti nel senato americano.

Unione Europea

L’unione Europea è una delle pochissime giurisdizione sul campo internazionale ad aver già iniziato a proporre una serie di proposte e regole di standardizzazione, da applicare in questo caso agli stati membri. Nello specifico, l’UE fa riferimento a un piano denominato “Markets in Crypto-assets” o MiCA per colmare le lacune legislative dei suoi stati membri sul tema.

Tendenzialmente, questo quadro regolatorio non tende ad essere repressivo ma è anzi improntato a spronare l’applicazione di queste nuove tecnologie, apportando al contempo però delle regole così da dare un approccio comune all’intero mercato unico europeo.

Italia

Capitolo a parte va aperto per l’Italia, paese famoso per essere refrattario all’innovazione tecnologica e sicuramente severo in materia di fisco. In teoria, il diritto tributario non prevede alcuna normativa specifica in materia di crypto, neanche per le transazioni che le interessano. Nella pratica però, l’Agenzia delle Entrate ha emesso col tempo diversi ruling fiscali relativi a tuta una serie di casi specifici.

L'Agenzia delle Entrate ha emesso diversi ruling fiscali verso le criptovalute
L’Agenzia delle Entrate ha emesso diversi ruling fiscali verso le criptovalute

Per quanto riguarda il Bel Paese, dalla loro nascita nel 2009 il fisco ha cominciato ad interessarsene solo nel 2017, quando vengono definite come monete virtuale dall’articolo 1, comma 2, lett. Qq, D.Lgs 90/2017 in cui si legge:

  • “ (le criptovalute sono ndr.) rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi è trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente

A partire da questa definizione e dal possesso quindi di valute virtuali, diventa di fatto rilevante nel momento in cui si dichiarano i redditi delle persone fisiche nel caso di plusvalenze generate da esse. In poche parole, ogni conversione di criptovaluta che generi una qualsivoglia plusvalenza (sia contro una valuta legale che contro altra criptovaluta) è soggetta a tassazione con aliquota ordinaria del 26%, ma solo per giacenze medie annue superiori a soglia minima di 51.645,69 euro. Ciò le accomuna quindi al possesso di valute estere e al loro scambio.

Inoltre, ad ogni possessore di crypto vige l’obbligo di indicarne l’ammontare posseduto nel quadro RW del modello per le persone fisiche, ma soltanto nel caso in cui siano depositate “presso intermediari non residenti”.

Opinioni Criptovalute: sono davvero un’occasione per il futuro?

Molte persone si chiedono se le criptovalute siano davvero un’occasione per il futuro. Il problema in questo caso però è alla base, perché le persone dovrebbero chiedersi: le criptovalute sono davvero il futuro?

Per tantissimi anni si è detto, sin dalla nascita del Bitcoin, che le criptovalute non fossero altro che una bolla finanziaria e che sarebbero sparite da lì a poco. Di fatto, a ogni bear market (quindi fase prolungata di mercato ribassista), i media davano per morta questa tecnologia. C’è addirittura un sito che tiene conto di quante volte i media hanno dichiarato la morte di Bitcoin: secondo Bitcoin Obituaries, BTC è stato dichiarato morto 461 volte.

Migliori criptovalute per il futuro: top 3
Migliori criptovalute per il futuro: top 3

Conti alla mano però, tutte quelle persone che hanno avuto il coraggio e l’intraprendenza di investire durante i passati bear market, o nelle varie “morti” di BTC, si sono visti con un tesoretto niente male tra le mani. Chi ha investito ad esempio durante il 2019, quando il prezzo medio di Bitcoin si assestava intorno ai 3.000 dollari, nel caso in cui avesse conservato 1 BTC per 2 anni già nel gennaio del 2021 il prezzo toccava i 30.000 dollari per BTC. Ciò significa un 10x sull’investimento iniziale.

Ma non è finita qui, perché se la stessa persona avesse deciso di mantenere il punto fermo e vedere dove fosse arrivato BTC a fine anno, avrebbe visto l’asset toccare valore 56.000 dollari. Ma lo stesso discorso si potrebbe fare per Ethereum, passata dal valore delle poche centinaia di dollari di inizio 2019 a quota 4.000 dollari nello stesso periodo in cui BTC raggiungeva il suo ATH. E così via anche per le crypto minori elencate in questa lista.

Ciò rende ben l’idea che, sì, le criptovalute sono un asset tra i più volatili attualmente scambiabili sulle piattaforme di trading online o i crypto exchange come Coinbase (qui registrazione gratis), ma la tecnologia alla loro base li ha resi più di una volta a dir poco allettanti per gli investitori. E se fossero solo una bolla speculativa, come detto dal famoso “obitorio di Bitcoin”, esse sarebbero dovute morire già centinaia di volte. Eppure, si parla di crypto ancora oggi, e siamo sicuri che se ne continuerà a parlare ancora per molto, molto tempo.

Futuro delle criptovalute: cosa accadrà entro il 2030?

Quando si parla di un qualsivoglia asset finanziario, non è facile fare previsioni a lungo termine: figuriamoci quando si parla di tutta una serie di asset decentralizzati come nel caso delle crypto. Eppure, esistono diverse stime, per lo più positive, relative al futuro delle criptovalute relative alla fine del decennio

Nello specifico, gli analisti guardano al 2030 in maniera positiva a patto che ci sia un’adozione di massa delle criptovalute, così che anche la finanza globale cominci ad utilizzarle come moneta (virtuale) di scambio.

Guardando ad esempio al prezzo di BTC, il motore trainante dell’intero mercato, gli esperti prevedono che questo asset raggiunga quota 200.000 dollari prima della fine del 2030. Per gli analisti rialzisti invece, lo scenario è addirittura più roseo: si parla di un prezzo medio di 500.000 dollari entro quella data.

In conclusione, nonostante il trend ribassista in seguito al bear market degli ultimi mesi, investire in criptovalute resta comunque una delle scelte più allettanti in assoluto per chi punta a un investimento sul lungo periodo.

Considerazioni Finali

Il mercato delle criptovalute è decisamente tra i più vivaci e dinamici sui quali è possibile speculare attualmente. Tutti ne vogliono una fetta e il bello è che, con gli strumenti al momento disponibili, tutti possono averla e trarne vantaggio.

È fuori da ogni dubbio il fatto che le criptovalute sono destinate ad essere una realtà sempre più influente e preponderante in futuro e proprio per questo sono da tenere in considerazione per i propri investimenti.È chiaro che la stessa dinamicità e volatilità di questo mercato sono allo stesso tempo il suo punto di forza e il suo punto debole, in quanto ciò aggiunge una grossa quota di rischio a carico degli investitori.

Le potenziali tecnologiche e speculative delle criptovalute sono innumerevoli: non fartele scappare
Le potenziali tecnologiche e speculative delle criptovalute sono innumerevoli: non fartele scappare

Ma con l’utilizzo delle giuste piattaforme di broker o dei giusti exchange, e soprattutto con la dovuta preparazione, tutti possono imparare a investire con e sulle criptovalute in modo proficuo ed entrare a far parte di quello che è a tutti gli effetti il mercato del futuro.

FAQ Criptovalute – Domande e Risposte Frequenti

Cosa sono le criptovalute?

Le criptovalute, conosciute anche come criptomonete o semplicemente crypto, sono una forma di valuta digitale decentralizzata che non fanno capo a nessun ente centrale, che sia esso uno Stato o un ente finanziario.

Come funzionano le criptovalute?

Alla base delle criptovalute c’è una tecnologia chiamata blockchain o, secondo un calco italiano, una “catena di blocchi”. Questa, grazie alla tecnologia crittografica, fa in modo che due parti possano trasferirsi criptovalute da un wallet digitale a un altro in modo veloce e sicuro senza bisogno di alcun intermediario.

Come posso investire nell criptovalute?

Il miglior modo per investire in criptovalute è quello di utilizzare una piattaforma di trading online o tramite una piattaforma criptovalute.

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